• Questo blog ti farà da “bussola” per “ORIENTarti” tra le diversità e le somiglianze che caratterizzano religione e cultura di Oriente e Occidente

  • 8.1.13
    Quando i simboli si mescolano con le culture

    Mi è capitato di osservare per strada, in diverse occasioni, ragazzi o ragazze italiani che hanno fatto proprio un simbolo appartenente alla cultura islamica ed ebraica: parliamo della mano di Fatima, diventato accessorio frequentemente utilizzato nella moda come portafortuna in collane, bracciali, orecchini ma anche in cartoline e tatuaggi. Questa mano in arabo è chiamata Khamsa, che sta per il numero cinque. Si tratta, in sostanza, di un amuleto in uso in entrambe le religioni: chi ha avuto modo di viaggiare in Medio Oriente e nei Paesi del Nord Africa l’avrà certamente notato nelle abitazioni, nei posti di lavoro e addirittura negli abitacoli delle macchine. I luoghi adibiti alle donne poi ne sono particolarmente pieni.

    L’adozione di questo emblema è legato a una leggenda antichissima secondo la quale Fatima, figlia del Profeta Muhammad, durante la preparazione della cena avrebbe visto suo marito, Alì, di ritorno a casa con una concubina; presa dalla gelosia, mise, per errore, la sua mano nell’acqua bollente, rimanendo indenne. A motivo di ciò i musulmani lo considerano il simbolo dell’autocontrollo e della fede. Le cinque dita rappresentano inoltre i cinque pilastri dell’Islam.

    A volte, la si può trovare con al centro un occhio che rappresenta un altro simbolo, “l’Occhio di Mashallah”, ovvero l’occhio di Allah, anch’esso un amuleto contro il malocchio usato per chiedere a Dio la sua protezione. Lo si trova in Marocco in modo particolare ma anche in Turchia.

    Per gli ebrei invece si chiama Hamsa o “Mano di Miriam”, ovvero la sorella di Mosè e Aronne. Anche in questo caso il simbolo prende il nome dal numero cinque (Hamesh), cinque come i libri della Torah: Genesi, Esodo, Levitico Numeri e Deuteronomio. Nella Hamsa si trovano spesso incise preghiere ebraiche come lo Shemà e altre preghiere di benedizione.

    Sono presenti 13 commenti

    Anonimo ha detto...

    Questo articolo è solo un coacervo di confusione per i lettori.
    Cordialmente.

    Cavalleri

    Anonimo ha detto...

    Per me è solo esplicativo.

    Anonimo ha detto...

    IO ce lo e lo porto come bracialetto sarò che amo l occulto che credo nelle credenze ... e nelle legende

    Anonimo ha detto...

    Mah, io pensavo fosse solo un portafortuna

    Anonimo ha detto...

    Moto belo

    Anonimo ha detto...

    Stai zitto coglione

    Anonimo ha detto...

    http://www.cavernacosmica.com/simbologia-della-mano/

    Anonimo ha detto...

    Nn ho capito granché xo mi piace la storia di questo simbolo

    Nephret ha detto...


    Non capisco perché sia considerato un simbolo che porta fortuna,quando la povera Miriam non è che fosse stata molto fortunata ad essere la casalinga sottomessa di un musulmano che se le faceva tutte, in un paese ipermaschilista..

    Nephret ha detto...

    Insomma.. ce l'ho come pensaglio e ora non vorrei che mi portasse sfiga sentendo la storia di Miriam

    Giulia Aicha ha detto...

    Mariam non central nulla con la storia del musulmano come lo chiamo te... Era Fatima Ed era la moglie di ali.. E se avessi studiato un po saresti che non é un paese maschilista.. Almeno nn lo era AI tempi del profwta Mohammed

    Viorica Cora ha detto...

    No capito se alla fine Fatima e riuscito a avere suo marito solo per lei e che fine a la loro storia di amore lo vorrei sapere grazie

    Giorgio D'Este ha detto...

    La mano porta fortuna si trova molto anche in India. La mano in atto di respingere il malocchio altrui è molto diffusa.

    Inserisci un commento



    ___________________________________________________________________________________________
    Testata giornalistica iscritta al n. 5/11 del Registro della Stampa del Tribunale di Pisa
    Proprietario ed Editore: Fabio Gioffrè
    Sede della Direzione: via Socci 15, Pisa