• Questo blog ti farà da “bussola” per “ORIENTarti” tra le diversità e le somiglianze che caratterizzano religione e cultura di Oriente e Occidente

  • 27.2.13
    Lo scrittore Amin Ma‘alouf propone al grande pubblico il suo nuovissimo romanzo “I disorientati”, che sarà possibile trovare in libreria da oggi 27 febbraio, nella traduzione di Fabrizio Ascari, edito da Bompiani. Le opere di Ma‘alouf si distinguono per la nobile finalità di costruire “ponti” tra il mondo Orientale e quello Occidentale.

    Amin Ma‘alouf, giornalista e scrittore, nasce a Beirut nel 1949. Dopo aver studiato sociologia ed economia, intraprende la professione di giornalista occupandosi di politica internazionale. Nel 1976, appena divenuto collaboratore del quotidiano libanese An-Nahar, è costretto a emigrare in Francia a causa della guerra civile che dilania il suo Paese, il Libano. Si stabilisce a Parigi dove diventerà redattore capo del settimanale Jeune Afrique, fino poi a dedicarsi completamente alla letteratura. Ma’alouf, di lingua araba e cultura francese, conta una ricca produzione letteraria di romanzi, saggi e libretti d'opera. Il suo primo saggio, “Le Crociate viste dagli arabi” (1989), è ormai un classico tradotto in moltissime lingue; seguono i romanzi storici “Leone l'Africano” (1986), “Samarcanda” (1988), “I giardini di Luce” (1991, opera riguardante la vita di Mani, il profeta del Manicheismo). L’anno seguente Ma’alouf pubblica il romanzo “Il primo secolo dopo Beatrice” (1992), e subito dopo “Col fucile del console d’Inghilterra” (1993). A seguire “Gli scali del Levante”(1996), nel 1998 il saggio “L’identità”, poi “Il periplo di Baldassarre” (2000), “Origini” (2004), “Un mondo senza regole”(2009) e l’ultimo, appunto “I disorientati” (2012).

    L’autore, riconosciuto come grande interprete della valorizzazione delle diversità, racchiude in questa sua citazione l’idea che lui ha del dialogo interculturale: “Ciascuno di noi dovrebbe essere incoraggiato ad assumere la propria diversità, a concepire la propria identità come la somma delle sue diverse appartenenze, invece di confonderla con una sola, eretta ad appartenenza suprema e strumento di esclusione, talvolta a strumento di guerra” (dal saggio “L’identità”). Chi se non lui, arabo in Europa e cristiano fra i musulmani, può far sentire la sua voce in nome del dialogo e della convivenza tra i popoli?

    A breve su “ORIENTiamoci” la recensione del libro.

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