• Questo blog ti farà da “bussola” per “ORIENTarti” tra le diversità e le somiglianze che caratterizzano religione e cultura di Oriente e Occidente

  • 27.4.13
    Si è svolto a Roma il Convegno “L’Europa e il Mondo Arabo: quali riforme nei tempi della transizione?” organizzato dall’Associazione Peripli con il patrocinio dell’Ambasciata del Marocco in Italia

    Va detto sin da subito che l’evento non ha tradito le aspettative: i relatori, tutti di alto profilo, si sono avvicendati riflettendo sul tema in discussione e offrendo ai presenti contributi di innegabile originalità e grandissimo interesse culturale. Durante l’incontro, grazie ai contributi del prof. Dominique Bendo-Soupou e del dott. Vicent Garcès, si sono affrontate una serie di questioni che hanno portato a riflettere sulla necessità di una sorta di analisi introspettiva tra il mondo occidentale e quello arabo e sulle svariate ragioni che nella storia non hanno fatto altro che rafforzare i pregiudizi reciproci.

    Ampie differenze che però si sono incredibilmente assottigliate grazie ai movimenti di protesta che in Europa e nel mondo arabo hanno coinvolto la sponda settentrionale e quella meridionale del Mediterraneo: i due mondi si sono riconosciuti e hanno risvegliato proprio quello spazio mediterraneo che, assopitosi dal Processo di Barcellona fino al 2011, ritrova slancio nella “cittadinanza”, che con un approccio bottom-up (dal basso verso l’alto) decide di mutare i sistemi politici nei punti salienti dei diritti e della democrazia. La Tunisia e l’Egitto sono stati i primi protagonisti di questo processo di democratizzazione in cui i cittadini hanno giocato un ruolo di estrema importanza. Di questi e di altri Paesi della sponda sud del Mediterraneo si è appunto discusso con un focus sul Marocco che, nonostante le sue contraddizioni, si presenta agli osservatori come un Paese dal forte impulso democratico.

    Grande interesse ha suscitato l’analisi della la prof.ssa Francesca Maria Corrao, docente alla LUISS di Roma, sulla funzione dei media nel complesso cambiamento in corso nell’area mediterranea, mezzi che, il più delle volte, sono stati al limite tra informazione e propaganda. Sulla scia della Corrao, Zouhir Louassimi, giornalista di Rainews 24, ha sottolineato come sia necessario da parte dei media sostenere questo cambiamento senza pregiudizi, proprio perché i processi di democratizzazione richiedono molto tempo.

    Altro tema di discussione è stato quello dell’immagine dell’arabo in Europa, in particolar modo in Francia e Italia. Secondo il prof. Valerio Vittorini dell’Università di Nizza le recenti rivoluzioni in corso nel mondo arabo hanno colto di sorpresa un po’ tutti, dai governi agli intellettuali fino all’opinione pubblica occidentale. Non ci si aspettava che un popolo come quello arabo potesse un giorno alzare il capo e rivendicare i propri diritti fino a quel momento negati, secondo uno stereotipo di rassegnazione e sottomissione impresso nell’immaginario occidentale già dal XVIII-XIX secolo per opera della letteratura di viaggio europea e degli “studi orientali”, soprattutto francesi e inglesi, e nel caso di noi italiani con “Il Principe” di Macchiavelli.

    L’auspicio è che oggi si possa fare una serena autocritica della nostra identità occidentale, su come ha preso forma e soprattutto sul suo concetto di potere e di dominio sull’“Altro”, evitando al contempo di semplificare l’immagine dell’arabo con un profilo esotico e caricaturale. Tutto ciò sarà possibile solamente se si cercherà di costruire un concetto di cittadinanza mediterranea in cui i bisogni comuni corrispondano a obiettivi comuni.

    Sono presenti 0 commenti

    Inserisci un commento



    ___________________________________________________________________________________________
    Testata giornalistica iscritta al n. 5/11 del Registro della Stampa del Tribunale di Pisa
    Proprietario ed Editore: Fabio Gioffrè
    Sede della Direzione: via Socci 15, Pisa